PITIGLIANO
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Il nome "PITIGLIANO"
dovrebbe risalire all'epoca romana e secondo un'antica leggenda gli fu
attribuito da due esuli, Petilio e Ciliano, che, dopo aver rubato la corona
d'oro di Giove Statore dal Campidoglio di Roma, si rifugiarono sullo sperone di
tufo su cui sorge l'odierno abitato per sfuggire ai loro inseguitori.
Le origini di questa
splendida cittadina risalgono ad epoche preistoriche: le sue numerose tombe
etrusche venute alla luce col trascorrere dei secoli e le belle mura del III
secolo a.C. testimoniano senza alcun dubbio l’origine etrusca del pitiglianese.
Con la comparsa degli Etruschi,
il paese dovette assumere decisamente l'aspetto di agglomerato urbano, anche se
soggetto all'influenza sia politica che economica della vicina Lucumonia di
Vulci, il cui territorio si estendeva fino alla media valle del fiume Fiora.
Fin dall'VIII sec. a.C. la
vita politica di questo paese fu strettamente legata a Sovana, sede principale
della famiglia Aldobrandeschi.
L'elevata posizione
strategica contribuì a conferire a Pitigliano una sempre maggiore importanza
militare; già nel 1202 il paese si poteva inserire a pieno negli scontri fra
gli Aldobrandeschi e la Repubblica di Siena. Per evitare l'assedio senese, i
pitiglianesi stipularono un'alleanza con il Comune di Orvieto; in cambio
dell'aiuto militare, gli orvietani pretesero che la cittadina fosse eretta a
contea con l'obbligo di residenza da parte di un Aldobrandeschi, al quale veniva
attribuito il titolo di Conte di Pitigliano. Nel 1259, Ildebrandino il Rosso
spostava la sede della contea da Sovana a Pitigliano.
Mentre Sovana stava subendo
lentamente un inesorabile declino, l'importanza di Pitigliano divenne sempre
maggiore grazie anche al matrimonio di Anastasia, ultima discendente della
progenie Aldobrandesca in Maremma, con Romano Orsini.
La fortuna degli Orsini,
antica e nobile famiglia romana, fu in gran parte dovuta agli intrallazzi poco
ortodossi di Giovanni Gaetano Orsini, ovvero Papa Niccolò III.
Nel 1547 i popolani di
Pitigliano proclamarono signore delle loro città Niccolò IV, ma il suo governo
durò poco e male, perché il tribunale dell'Inquisizione pontificia
sottoponendo a giudizio lo imprigionò. Soltanto dopo alterne vicende, che
videro entrare in gioco re, cardinali e pontefici, Cosimo de' Medici nel 1561
poté prendere possesso della contea.
Il dominio mediceo, che
doveva guardarsi dalle mire espansionistiche dello Stato Pontificio, non portò
quei vantaggi che i pitiglianesi avevano sperato; anzi la contea andò sempre più
impoverendosi, fino all’avvento della casa Asburgo-Lorena a guida del
Granducato di Toscana. Con l'opera di Leopoldo II, Pitigliano vide rifiorire il
proprio clima culturale, nonché il suo assetto urbanistico grazie agli
interventi di risanamento, ristrutturazione e ampliamento voluti dal Granducato
di Toscana.
Fin dal XVI secolo, a
Pitigliano, è presente una comunità ebraica, consolidatasi nel 1569 dopo
l’espulsione degli ebrei dallo Stato Pontificio; il periodo più florido della
comunità fu la seconda metà del secolo XIX; in quel periodo fu istituita una
Scuola di Mutuo Insegnamento ed una Biblioteca di circa quattromila volumi; essi
apportarono ricchezza e cultura al paese ed i pitiglianesi, per contro,
cambiarono dando loro protezione ed aiuto.
Erano ormai finiti i tempi
delle guerre locali e così poteva ricominciare la vita tranquilla, di tutti i
giorni, dedita all'agricoltura, che per molti secoli era stata alternata a
quella più rischiosa del soldato. Nel plebiscito del 1860, Pitigliano aderì al
Regno d'Italia, il resto è storia contemporanea.
DA VEDERE
La prima visione panoramica di Pitigliano, che si offre improvvisa dalla curva della Madonna delle Grazie, è surreale e semplicemente fantastica. Tante caratteristiche casette costruite con stile rustico su un grande banco tufaceo, piccole torri e palazzi storici nascono a picco su enormi strapiombi, danno la sensazione di ritrovarsi improvvisamente in un mondo fiabesco, leggendario ed al tempo stesso romantico. Un ambiente naturale dove si può trovare tanta storia e arte.
Di origine aldobrandesca fu ristrutturata fra il 1543 e il 1545 da Antonio da Sangallo il Giovane per volontà del conte Gianfrancesco Orsini. Il Sangallo fece costruire due bastioni a pianta poligonale, più idonei a resistere all’impatto delle armi da fuoco rispetto alle preesistenti torri circolari. I bastioni sono stati trasformati in abitazioni private.
E’
un imponente palazzo di origine aldobrandesca fatto ristrutturare dagli Orsini
tra la fine del XV e la prima metà del XVI secolo. Fu la residenza principale
dei Conti di Pitigliano e Sorano. Attualmente appartiene in gran parte alla
Curia Vescovile ed è sede della Diocesi di Pitigliano, Sovana e Orbetello.
Palazzo Orsini ospita due musei: il Museo Civico Archeologico e il Museo di
Palazzo Orsini, unitamente alla Biblioteca e all’Archivio storico comunale e
alla Biblioteca e all’Archivio storico diocesano.
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Gli Archi
dell’Acquedotto Mediceo
Il
paesaggio di Pitigliano è caratterizzato da due giganteschi archi
dell’acquedotto mediceo, sorretti da un enorme pilastro e collegati a tredici
archi più piccoli costruiti dai Lorena. L’acquedotto fu realizzato per
impulso dei Medici dal 1636 al 1639.
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Centro storico
Si
sviluppa su tre vie principali, quasi parallele, collegate da una fitta rete
viaria di sessanta vicoli, alcuni dei quali si aprono a strapiombo sulla rupe
tufacea su cui si sviluppa l’abitato medievale. Molte abitazioni conservano
rifiniture degne di nota: portali decorati dal bugnato rustico, stemmi gentilizi
e cornici di travertino alle finestre. Nel sottosuolo del paese si aprono dedali
di gallerie, cantine e cunicoli in buona parte di epoca etrusca. Da non perdere
il panorama del centro storico visto dal Santuario della Madonna delle Grazie
(S.S. 74)
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Il Duomo
Restaurato e ampliato nel 1507 per volontà del conte Niccolò III Orsini, fu elevato a rango di Collegiata Insigne con il nome dei Santi Pietro e Paolo da papa Giulio II. Ulteriori modifiche e restauri furono realizzati dai Medici e dai Lorena.
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Monumento alla progenie
Ursinea
Pilastro
di travertino finemente decorato, alla cui sommità è collocato l’orso
araldico. In uno specchio del pilastro un’iscrizione latina, datata 1490,
esalta l’astuzia e la forza degli Orsini.
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Chiesa di Santa Maria o
di San Rocco
Se
ne ha notizia già dal 1276-1277 e probabilmente è la più antica di Pitigliano.
Fu restaurata fra la fine del XV e l’inizio del XV secolo per volontà degli
Orsini. Durante un recente lavoro di restauro del pavimento è stato scoperto un
sepolcreto di età remota.
La Sinagoga fu costruita nel 1598, probabilmente nel luogo scelto dai primi ebrei di Pitigliano per la preghiera. L’edificio, danneggiato dai bombardamenti dell’ultima Guerra Mondiale, è stato recentemente restaurato dall'amministrazione Comunale e restituito al culto. L'interno della sinagoga è stato, accuratamente ristrutturato sia nelle opere murarie che negli arredi. Alle pareti sono presenti, arricchite da stucchi e decori, numerose epigrafi commemorative in caratteri ebraici. La Tevà, occupa il centro del luogo di culto, mentre sullo sfondo si può notare l''arca santa in legno; l'Aròn. Nella parte superiore, dietro una balaustra riccamente intarsiata, si nascondono le panche del matroneo, la parte superiore della sinagoga riservato alle donne.
Raccoglie
al suo interno testimonianze ed oggetti della Cultura Ebraica. E' il punto di
ingresso per le visite alla Sinagoga ed a tutto il complesso monumentale.
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Il ghetto
Pitigliano,
che ospitò gli ebrei forse fin della fine del quattrocento, divenne per loro un
importante centro di rifugio nell’Italia centrale, tanto da erigere un
Tempio nel 1598.
Il Ghetto è composto da una serie di vie e vicoli del centro storico dove si svolgeva la vita sociale, culturale e religiosa degli Ebre. A Pitigliano, unica erede delle “città rifugio” del territorio, le favorevoli condizioni conservatesi per secoli.
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Macelleria kasher
Con accesso da vicolo Marghera e poco prima del forno delle azzime, interamente scavata nel tufo, troviamo i locali della macelleria Kasher.
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Bagno Milkve
Sotto
alla sinagoga, sempre scavato nel tufo, si trova l'antico bagno mikve, dove, in
una apposita vasca ricavata nel tufo, le giovani praticavano il rito del bagno
mestruale, atto purificatorio della cultura ebraica.
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Forno delle azzime
All'entrata
del forno è posto un cancello, caratterizzato da una grata a forma di menorà
(candelabro a sette bracci).
Il forno è composto da due stanze. Nella prima sono situati gli spazi adibiti alla lavorazione degli impasti. Un primo tavolo di marmo veniva utilizzato principalmente per per la preparazione dei dolciumi; Un secondo, posto di fronte al primo, veniva utilizzato per il pane azzimo, impastato ed amalgamato per mezzo di un'asta in legno fissata al tavolo con un cardine.
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La cantina
Sepolta
per lunghi anni da cumuli di detriti è tornata alla luce la lunga gola che
conduce alla tipica cantina pitiglianese.Sul fondo, la luce torna ad illuminare
l'angusto locale conservatosi intatto per tutto questo tempo. Ai lati si possono
notare i basamenti per le botti e gli altri contenitori del vino kasher.
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Cimitero ebraico
Risale alla seconda metà del XVI secolo, quando il conte Niccolò IV Orsini concesse un piccolo appezzamento di terra al suo medico personale, l’ebreo Davide De Pomis, che vi seppellì la moglie.
DINTORNI
DI PITIGLIANO
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Santuario della Madonna
delle grazie
Originariamente
era una Cappella dedicata al culto della Vergine, costruita agli inizi del 1400.
Venne ampliata in seguito all’insediamento di una comunità di francescani. Il
convento francescano fu soppresso dai Lorena nel 1783.
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Chiesa e Convento di San
Francesco
Costruiti
nel 1522 per volere degli Orsini su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane.
Della chiesa, distrutta da un incendio nel 1911, restano in piedi le mura
perimetrali e le tre cappelle laterali.
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Tempietto paleocristiano
Oratorio
rupestre paleocristiano, probabilmente ricavato da una tomba etrusca,
caratterizzato da iscrizioni scolpite da una comunità di cristiani di origine
gota nel 397 d.C.
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Vie cave
Pitigliano
è circondato da numerose vie cave, profondi percorsi ricavati dal taglio della
roccia tufacea. Alcune superano il chilometro di lunghezza, con pareti alte fino
a 20 metri. Spesso le “cave” intersecano necropoli etrusche. Le principali
sono quella del Gradone (dove è in allestimento un “museo all’aperto”),
di S.Giuseppe, di Fratenuti, di S.Rocco, della Madonna delle Grazie.
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Valle Orientina
Sorgente
di acque termali che sgorgano a una temperatura di 37°. Intorno alla metà
dell’Ottocento vi furono costruiti i “Bagnetti degli Ebrei”, un fabbricato
dotato di due vasche di travertino per la raccolta delle acque termali.
EVENTI
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Vino DOC Bianco di Pitigliano e DOC
Rosso di Sovana;
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Olio di qualità:
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Prodotti derivati dalla cucina
ebraica (la cucina dei Goym nella Città del Tufo), lo Sfratto di Pitigliano;
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Antiquariato artistico (ferro,
ceramica, restauro mobili).
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Fiere:
29 settembre
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Mercato settimanale:
tutti i mercoledì