SOVANA
Le
origini di Sovana sono antichissime, venne fondata da gruppi di agricoltori e
pastori i cui insediamenti erano posti su varie alture lungo il fiume Fiora.
Nel
VII sec. a.C. divenne uno dei più importanti insediamenti etruschi, i documenti
la ricordano con il nome di Suana dall’etrusco suf che significa “terra
verde”; fu alleata di Vulci contro l’avanzata romana, finché, nel III sec.
a.C., il console Caio Tiberio riuscì a conquistare queste terre anche se gli
abitanti conservarono cultura, arte, lingua e scrittura della civiltà etrusca
almeno fino al I sec. a.C. come testimoniano le numerose tombe etrusche presenti
nella zona.
Subì,
successivamente, le incursioni barbariche dei Goti e dei Longobardi, ma riuscì
sempre a mantenere i propri ordinamenti municipali.
Dal IV sec. in poi, il cristianesimo si diffuse in città anche grazie all’opera di evangelizzazione operata da San Mamiliano (suo Patrono) e nel V sec. divenne sede vescovile.
Dal IX sec. fu sede della famiglia degli Aldobrandeschi e patria di Papa Gregorio VII, al secolo Ildebrando da Soana.
Raggiunse il massimo splendore verso il XIII sec. quando vennero costruiti i più importanti edifici della piazza principale, tra cui il Palazzo Pretorio. Nel 1243 dopo oltre due anni di assedio da parte di Federico II, Guglielmo Aldobrandeschi, fu costretto a riconoscere e ad accettare un presidio imperiale iniziando un inesorabile declino.
Finita la denominazione Aldobrandesca fu presidiata dalla famiglia dei Conti Orsini, finché nel 1411 la città fu conquistata e saccheggiata dai senesi (la campana del Duomo fu portata a Siena come trofeo e collocata sul campanile della cattedrale dove si trova ancora oggi ed è chiamata dai senesi “Sovana”). Successivamente passò sotto il dominio Mediceo, ma il declino della città fu sempre più inarrestabile: invasioni, distruzioni ed epidemie ne provocarono lo spopolamento, fino a raggiungere la popolazione attuale di circa 500 abitanti.
Con Pietro Leopoldo di Lorena venne disciolta la comunità di Sovana, entrando a far parte del Comune di Sorano, dove rimase definitivamente dal 1814 fino ad oggi.
Nonostante le rovinose vicende succedutesi nel tempo, non hanno impedito di assegnare a Sovana l’onorifica insegna di uno dei “Borghi più belli d’Italia”.
DA
VEDERE:
E’ difficile dire se siano i ricordi etruschi o quelli medievali a prevalere nel piccolo borgo di Sovana, infatti se la presenza etrusca è testimoniata principalmente della necropoli, il fascino del centro storico è invece tutto medievale.
Sovana è tutta compresa tra la Rocca e il Duomo, monumenti che simboleggiano il potere politico degli Aldobrandeschi e quello spirituale della Chiesa. Della Rocca Aldobrandesca, inserita nella cinta muraria medievale, restano possenti ruderi; costruita nell’XI sec. e restaurata dai Senesi e dai Medici, aveva cunicoli sotterranei che comunicavano con le varie porte di Sovana, permettendo agili spostamenti delle truppe, ma persa la sua importanza militare venne smantellata nel XVII sec.
Dalla Porta della Rocca si percorre la via del Pretorio per giungere alla Piazza centrale, sulla quale si affacciano, le mura perimetrali di San Mamiliano, la più antica chiesa della città (costruita nel IV sec. d.C.), il Palazzo del Bourbon Del Monte, appartenuto ai Marchesi omonimi (XVI sec.), l’attigua Chiesa di Santa Maria (XII-XIII sec.) che conserva affreschi cinquecenteschi e soprattutto lo splendido Ciborio preromanico (VIII sec.), unico in Toscana. Vi si trova ancora il duecentesco Palazzetto dell’Archivio – così detto perché in passato adibito a funzioni pubbliche - con campanile a vela e torre dell’Orologio, il Palazzo del Pretorio (XIII sec.) restaurato dai senesi i cui stemmi campeggiano sulla facciata accanto a quelli dei Medici. A fianco, la Loggia del Capitano esibisce uno stemma di Cosimo I.
Oggi isolato dal resto del paese, il Duomo si erge su uno sperone di tufo che domina la vallata della sottostante necropoli. A causa delle diverse fasi della sua costruzione, durata secoli, presenta più stili – lombardo, romanico, gotico – pregevoli, di quest’epoca, le sculture su cornici e capitelli, in particolare quelle del portale e della lunetta posta sull’ingresso principale.
Appena fuori il Paese si può ammirare la più importante necropoli etrusca rupestre, costituita da una grande varietà di tombe (a camera, a dado, a edicola, a fossa, a tempio) e da un labirinto di Vie Cave scavate nella roccia. Risalgono agli inizi del III sec. a.C. i monumenti funebri più belli, come la Tomba Ildebranda, la Tomba Pola che riproducono un tempio etrusco di età ellenistica e la Tomba a edicola della Sirena.
· Il rosso Doc Sovana è un ottimo vino di Maremma, frutto di uve de raggiungono un perfetto grado di maturazione grazie alle buone condizioni di esposizione ai raggi solari.
· L’olio è l’altro prodotto tradizionale delle colline dei dintorni di Sovana, noto per la sua qualità che lo rende uno dei migliori della Toscana.
L’acquacotta e il buglione di agnello sono le specialità locali.
Per l’acquacotta, considerata un tempo un piatto povero, servono tre cipolle, foglie e gambo di sedano, passata di pomodoro, olio di Sovana, sale e peperoncino, 40 grammi di formaggio pecorino grattugiato, quattro uova e pane toscano raffermo.